Storie di DDoS e di vendette riuscite (o quasi)…

Questa è la storia di un cybercriminale, ma non una storia qualunque: si tratta di una storia che rasenta i limiti del comico.
Se siete pronti a farvi due risate mettetevi comodi perchè ne leggerete delle belle.

Gli elementi di questa storia sono i seguenti: uno scammer, un sito che si occupa di legge ad alto livello, e alcune testate giornalistiche online.

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Partiamo da qualche anno prima del 2015, in cui un uomo di nome Kamyar Jahanrakhshan porta avanti una serie di attacchi scam, rubando diverse credenziali di carte di credito.
Una schiera di piccole testategiornalistiche aveva descritto le sue tutto fuorchè nobili imprese e, un sito che si occupa di legge ad alto livello si era interessato al caso.

Il sito Leagle.com nel 2015, subisce un attacco DDoS e il giorno dopo riceve una email da parte di un individuo che si spaccia per un membro del celeberrimo collettivo hacker Anonymous, che intima i membri del sito di rimuovere ogni notizia sul conto di Kamyar Jahanrakhshan, che a quanto scritto risultava essere vittima di “un’ingiusta persecuzione“.

Se non rimuovete l’articolo immediatamente, altri attacchi più pesanti colpiranno il vostro sito nei prossimi giorni e nelle prossime settimane” è ciò che si legge nella email ricevuta dal sito.

È chiaro che il gruppo hacker sopracitato non c’entrava nulla ma era tutto frutto dell’inventiva dell’uomo “ingiustamente perseguito” che cercava di riparare la sua reputazione ormai rovinata: il suo nome online era circondato da notizie che non facevano altro che affondare ancora di più la sua fama.

Email simili a quella ricevuta da Leagle.com sono state recapitate anche al publisher del Sydney Morning Herald, al The Metro News e altre, con annessi attacchi DDoS, arrivando addirittura a minacciareattacchi bomba alle testate in caso di disobbedienza.

Inutile dire che il 32enne adesso è stato arrestato ed è in attesa di giudizio a causa delle sue gesta.

E sapete qual è la cosa che rende il tutto più comico? Scopritelo da soli, se solo cercate Kamyar Jahanrakhshan su Google, noterete che il suo nome è ritornato ad essere circondato da notizie che minano ancora di più la sua reputazione. Ironico no?

 

Grazie di essere arrivati alla fine dell’articolo, ecco una meme a tema informatico:

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Fonte: Arstechnica, Everyeye e Sito del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America.

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